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Donne al lavoro

Il Programma Obiettivo 2008, un’opportunità per tutti coloro che vogliono promuovere la presenza femminile nel mondo del lavoro

Parma, 9 ottobre 2008 –  Promuovere la presenza femminile nel mondo del lavoro, per qualità e quantità, in un’ottica di reale parità e di pari opportunità. È lo scopo prioritario del Programma Obiettivo 2008, elaborato dal Comitato nazionale di Parità e Pari opportunità nel lavoro: il documento indica i criteri per la valutazione dei progetti da presentare sulla realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro, sulla base di quanto stabilito dalla legge 125/1991.
La legge 125 è un’opportunità disponibile per tutti coloro che vogliono promuovere le donne nel lavoro. Le azioni positive che la legge 125 sostiene sono una parte significativa delle politiche di pari opportunità e non solo un “rimedio” da porre in essere dinnanzi a situazioni di conclamata discriminazione. Si tratta di includere all’interno delle logiche produttive, sia pubbliche sia private, un’attenzione particolare alla continua ricerca di un equilibrio fra i generi: un equilibrio che è al tempo stesso garanzia di miglioramento del lavoro delle donne e un elemento di qualità del processo produttivo.
Sulla base del Programma Obiettivo 2008 potranno ottenere finanziamenti i progetti volti a promuovere l’occupazione femminile, il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, il consolidamento di imprese femminili, la creazione di progetti integrati di rete. Il tutto è stato presentato questa mattina in Provincia: sono intervenute l’assessore provinciale alle Pari opportunità Manuela Amoretti, le consigliere provinciali di Parità Silvana Melegari e Cecilia Cortesi Venturini e la vice presidente del Comitato nazionale di Parità Raffaella Gallini.
“Il messaggio che vogliamo lanciare alle forze dell’economia e del lavoro della nostra provincia – ha detto Manuela Amoretti - è molto chiaro: ci sono risorse disponibili per sostenere il lavoro delle donne e migliorarne la qualità. Noi siamo la terza provincia in Italia per occupazione femminile: il tasso di occupazione delle donne è del 63,8%, quasi 4 punti in più del valore fissato per il 2010 dalla strategia europea per l’occupazione. Una lettura superficiale di questo dato porterebbe a pensare che qui il tema sia risolto, invece il bisogno c’è anche qui: c’è bisogno di sostenere la partecipazione delle donne al mondo del lavoro, in chiave sia quantitativa sia qualitativa. Anche a Parma, ad esempio, c’è un problema di qualità del lavoro delle donne: dal differenziale salariale al fatto che le carriere delle donne siano bloccate, dalla necessità di un migliore sostegno per l’imprenditoria femminile ai rilevanti differenziali nella stabilità del lavoro. Noi ci auguriamo che le forze economiche parmensi colgano le opportunità offerte dalla legge 125”.
Il Programma Obiettivo 2008 è stato illustrato nel dettaglio da Raffaella Gallini, vice presidente del Comitato nazionale di parità. “Il concetto di discriminazione sta un po’ cambiando, come cambieranno anche gli istituti di flessibilità”, ha osservato la Gallini all’inizio del suo intervento, riferendosi alle novità in vista in ambito nazionale ed europeo. “Per quanto riguarda il Programma obiettivo 2008, ci sono 3 milioni e 400mila euro di fondi a disposizione per i progetti: progetti che dovranno essere il più possibile chiari e concreti”. Le conclusioni dell’incontro sono state tracciate da Silvana Melegari, che ha sottolineato “il ruolo delle consigliere di parità per la promozione delle azioni positive: è un compito istituzionale – ha osservato - ma anche un obiettivo strategico delle consigliere di parità di Parma”. 
Il Programma 2008 individua cinque macro-ambiti:
- la promozione della presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali;
- la modifica dell’organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e  del sistema premiante aziendale sperimentando e attuando interventi integrati che producano effetti concreti misurabili e documentabili;
- il sostegno di iniziative per la stabilizzazione delle lavoratrici precarie (in particolare giovani neolaureate e neodiplomate), per l’inserimento o il reinserimento lavorativo di disoccupate madri e di donne con più di 45 anni;
- il consolidamento di imprese a titolarità e prevalenza femminile nella compagine societaria;
- la promozione della qualità di vita personale e professionale anche attraverso la rimozione degli stereotipi, in un’ottica di pari opportunità, con azioni di sistema integrate.
I soggetti finanziabili sono i datori di lavoro pubblici e privati, le cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione professionale accreditati, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, le associazioni. La durata massima dei progetti non potrà essere superiore a 24 mesi.
La data di scadenza per la presentazione dei progetti è stata fissata al 30 novembre 2008.
Proprietà dell'articolo
creato: giovedì 9 ottobre 2008
modificato: giovedì 9 ottobre 2008