Parma, 24 settembre 2008 – Non sprecare nessuno dei talenti che i giovani hanno dentro di sé. La lotta contro la dispersione scolastica ha da oggi nella provincia di Parma uno strumento in più: un patto sottoscritto dagli attori educativi e istituzionali del territorio che hanno dato vita una rete ampia e partecipata alla quale hanno aderito 44 Comuni, 32 scuole, i centri territoriali permanenti, gli enti di formazione, l’Ufficio scolastico provinciale, l’Ausl, l’Università di Parma, la Provincia di Parma.
Proprio l’Ente di piazzale della Pace, che nel corso dell’ultimo quinquennio ha investito in questo ambito 11 ml di euro attraverso il Fse, ha tirato le fila del percorso durato oltre un anno e che ha portato alla realizzazione di un accordo orientato sui giovani dai 14 ai 18 anni. Con la sottoscrizione i soggetti s’impegnano a realizzare, ciascuno per la propria parte, un progetto volto ad affrontare una delle criticità sommerse della scuola di oggi, basti pensare che ogni anno a Parma non frequentano la scuola superiore oltre 1500 ragazzi e ragazze fra i 14 e i 18 anni; per ognuno di loro è necessario offrire percorsi alternativi che consentono comunque di proseguire un percorso di apprendimento.
Intento di fondo dell’accordo è quello di combattere con successo il fenomeno degli abbandoni, individuando le situazioni a rischio e procedendo alla costruzione di progetti personalizzati per mantenere i ragazzi all’interno del sistema dell’istruzione e della formazione: per riuscire, in ultima analisi, ad assicurare a ogni ragazzo e a ogni ragazza della provincia di Parma un bagaglio minimo di sapere e di conoscenze prima dell’ingresso nel mondo del lavoro.
“L’obiettivo che ci unisce - ha spiegato Manuela Amoretti nell’ambito del convegno “Il futuro comincia da qui”, nel corso del quale è stato firmato il protocollo - è quello di lavorare di più e meglio insieme per individuare i giovani che abbandonano la scuola e aiutarli nelle scelte da fare e arricchire il loro bagaglio di conoscenze anche in vista dell’ingresso nel mondo del lavoro”.
“Questa firma è un passaggio fondamentale di quel disegno perseguito dalla Provincia insieme alla Regione per non perdere nessun ragazzo perché questo vuol dire un impoverimento per l’intera collettività – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche scolastiche Gabriele Ferrari
“Per rispondere ai bisogni e garantire il benessere della collettività occorre l’integrazione fra enti e organizzazioni e politiche. Quello di oggi è un esempio concreto di cosa occorre fare per mantenere la qualità sociale di cui andiamo fieri – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali e sanitarie Tiziana Mozzoni.
Numerosi gli “obiettivi operativi” del patto: individuare i ragazzi in situazione di abbandono e a rischio di abbandono scolastico/formativo; costruire con il giovane e la sua famiglia un piano di azione individuale che accompagni e sostenga con efficacia il ragazzo; individuare possibili percorsi alternativi più vicini alle motivazioni e alle attitudini di ogni singolo ragazzo attraverso la ricognizione degli strumenti antidispersione a disposizione; favorire i passaggi tra i vari sistemi sia in ingresso, con i riconoscimenti di crediti, sia in uscita con la certificazione delle competenze; svolgere un continuo e attento monitoraggio delle situazioni rilevate come “a rischio”; porre particolare attenzione ai problemi orientativi delle classi prime e seconde superiori; accompagnare i ragazzi dispersi o a rischio di dispersione nell’attuazione del percorso formativo scelto attraverso un’attività di tutoraggio.
Tutti i firmatari si impegnano, tra le altre cose, a mettere a disposizione della rete dati e informazioni; a intervenire per la messa in campo di azioni volte ad accompagnare l’iscrizione e la frequenza alla scuola superiore/corso di formazione dei ragazzi più in difficoltà; a promuovere e sostenere il coinvolgimento delle famiglie dei ragazzi dispersi e a rischio di dispersione nella condivisione del piano di azione individuale; a monitorare il percorso formativo intrapreso dal ragazzo e a progettare specifici interventi di riorientamento; a svolgere un costante e articolato lavoro di ricerca/studio sui problemi connessi con la dispersione.
Il patto è stato firmato oggi nel corso del convegno “Il futuro comincia da qui”, promosso dalla Provincia di Parma alla Sala conferenze del Centro “Santa Maria ai Servi” (piazzale dei Servi, 3): una riflessione a tutto campo (con il prezioso supporto dei numeri del fenomeno) sulla dispersione scolastica e formativa, alla quale hanno partecipato amministratori, dirigenti scolastici, tecnici, esperti. Tra questi anche lo psichiatra Paolo Crepet.